Veicoli in stato di abbandono

La Polizia Municipale esercita la vigilanza su veicoli che per le modalità di sosta e/o condizioni possono essere stati oggetto di abbandono dai legittimi proprietari/intestatari

Il personale dell'Ufficio Antidegrado Ambiente effettua un capillare controllo del territorio al fine di contrastare il fenomeno dell’abbandono dei veicoli sul suolo pubblico.

Al riguardo, particolare importanza riveste il contributo dei privati cittadini che, con le loro segnalazioni, forniscono utili informazioni circa la presenza di veicoli “sospetti” in sosta da lungo tempo. La condizione del veicolo ed il suo stato d’uso, sono elementi essenziali al fine di classificarlo come “veicolo abbandonato” a termini di legge (D.M. 460/99).

Una volta verificato che il veicolo sia effettivamente in stato d’abbandono, e che ovviamente non risulti rubato, si avviano le procedure, a volte purtroppo abbastanza lunghe, che portano alla rimozione dello stesso. Molto spesso però i veicoli segnalati non rientrano in questa classificazione; si tratta semplicemente quindi di veicoli lasciati in sosta prolungata per i quali valgono le normali regole del Codice della Strada.

 

Vigilanza su problematiche di natura igienico ambientale

 

La Polizia Municipale, quale organo di vigilanza sul territorio, è attiva nel verificare ed arginare inconvenienti di natura igienico ambientale avvalendosi nell’esercizio di tali competenze anche dell’Azienda Sanitatia Locale. e dell’A.R.P.A. attivando i necessari accordi e/o protocolli previsti dalla Legislazione vigente. In particolare si definiscono inconvenienti igienici tutte quelle situazioni in cui fattori pericolosi di natura biologica, chimica e fisica determinano stati di disagio o rischio per la salute pubblica e l’ambiente mentre costituiscono elementi di priorità, ai fini della valutazione quale inconveniente igienico e dei conseguenti provvedimenti, l’esposizione di utenza sensibile (bambini, anziani, malati, disabili) e il numero di persone interessate dall’inconveniente.

In particolare vengono di seguito elencate le problematiche maggiormente riscontrate:

Aree Pubbliche

A garanzia dell’igiene collettiva ed a tutela del decoro delle aree pubbliche, è vietato:

  • manomettere, imbrattare o in qualsiasi modo danneggiare il suolo pubblico o di uso pubblico e le attrezzature e gli impianti su di esso installati;
  • spostare, manomettere, danneggiare o insudiciare i contenitori dei rifiuti;
  • cogliere fiori e recare danno in qualsiasi modo alle piante, recinti, steccati e quant’altro sia stato posto per l’ornamento e per utilità pubblica.

Insetti molesti e roditori

Tutti i cittadini sono tenuti, mediante l’adozione di comportamenti idonei, a prevenire la formazione di habitat idonei per lo sviluppo degli insetti molesti e roditori, in particolare:

  • Non mantenere allo scoperto contenitori di qualsiasi forma, dimensione e natura (es. fusti, bidoni, vasche, annaffiatoi ecc.);
  • Non accumulare scarti vegetali, sfalci e potature in giardini, singoli o condominiali, in orti, parchi e comunque in ogni area, con l’obbligo di provvedere al più presto al conferimento dei rifiuti presso i siti appositamente attrezzati per lo smaltimento;
  • Non accatastare o comunque conservare rottami e pneumatici all’aperto, e nel caso non sia possibile, con l’obbligo temporaneo di coprirli con teloni in plastica ben tesi per evitare il formarsi di ristagni d’acqua.

Ad ogni proprietario o possessore a qualunque titolo di aree e spazi privati o pubblici è fatto obbligo di:

  • Tenere pulito da erbacce, da rifiuti ed inerti, ed evitare l’accumulo di qualsiasi materiale nelle aree non edificate, adottando tutti i necessari sistemi di protezione anche dalle intrusioni esterne per lo scarico abusivo;


Ad ogni proprietario o possessore a qualunque titolo di aree esterne e confinate è vietato l’utilizzo, l’abbandono, la preparazione e la detenzione di esche avvelenate


Qualora sul territorio comunale si evidenzino problematiche igienico-sanitarie causate dalla presenza di insetti molesti o agenti nocivi per la salute dell’uomo e degli animali, su parere degli Enti Istituzionali competenti, il Sindaco con provvedimento contingibile ed urgente ordina al privato cittadino, a proprie spese, i necessari interventi di bonifica primaria (manutentiva) e secondaria (disinfezione, disinfestazione, derattizzazione) e nel caso di mancato adempimento all’ordine come sopra intimato, si provvederà previa diffida, alla esecuzione d’Ufficio dei necessari interventi con remissione delle spese a carico del soggetto inadempiente salva l’applicazione delle ulteriori sanzioni penali ed amministrative previste dalla Legge.

 

“Avvelenamenti”

E’ severamente vietato a chiunque spargere, abbandonare e/o depositare in qualsiasi modo e sotto qualsiasi forma su tutto il territorio comunale, alimenti contaminati da sostanze velenose o qualsiasi altro preparato che presenti caratteristiche di pericolosità per l’incolumità pubblica, sia umana che degli animali.
I medici veterinari sono obbligati a segnalare all’autorità competente tutti i casi di sospetto di avvelenamento di animali di cui vengono a conoscenza evidenziando il tipo di veleno usato e la zona in cui gli avvelenamenti si sono verificati.
L’Amministrazione comunale provvederà ad adottare le necessarie misure di indagine e di repressione del fenomeno oltre che avviare le opportune operazioni per la bonifica delle aree interessate per prevenire altri avvelenamenti.

Vigilanza su ipotesi di maltrattamento di animali

La Polizia Municipale esercita la vigilanza sulle modalità con cui vengono accuditi gli animali per prevenire tanto pericoli all’incolumità pubblica quanto casi di maltrattamento di animali.

Tutela del benessere animale

La legge regionale n. 5 del 2005 individua responsabilità e doveri di chi si occupa o convive con un animale: a tutti gli effetti è ritenuto responsabile della sua salute e del suo benessere e deve provvedere alla sua idonea sistemazione, fornendogli adeguate cure ed attenzioni, tenendo conto dei suoi bisogni fisiologici ed etologici secondo l'età, il sesso, la specie e la razza (articolo 3 della legge). La legge n. 5/2005, inoltre, disciplina la materia rispetto al commercio, all'allevamento, all'addestramento degli animali e rispetto al loro utilizzo in esposizioni e competizioni.

Anagrafe canina e colonie feline

  • La legge regionale 12 del 3/4/1995  si occupa dell’anagrafe canina e dei canili, delle colonie feline (famiglie di gatti che vivono in giardini e parchi), stabilisce le norme contro i maltrattamenti e contro il randagismo, prevede iniziative di informazione e sensibilizzazione (in particolare nelle scuole) per favorire una cultura di rispetto degli animali. La legge vieta inoltre l’abbandono di cani, gatti o di qualsiasi altro animale. Il proprietario può rinunciare a tenerli con sé e in questo caso deve informare il Comune di residenza che provvede a trasferirli nei canili municipali.
  • E‘obbligatorio registrare il proprio cane presso un'apposita anagrafe: con questo sistema si è voluto contrastare il fenomeno del randagismo e soprattutto quello ben più significativo dell’abbandono degli animali. E' necessario rivolgersi agli uffici dell'anagrafe canina del Comune dove con l’iscrizione dell’animale viene consegnato un microchip, una piccola capsula sterile non irritante per la cute dell’animale che contiene un numero. Questo codice viene registrato in una banca dati dei microchips gestita per tutta la regione Puglia. Il medico veterinario (in libera professione oppure del Servizio veterinario delle Aziende Usl) che inserisce il microchip con una speciale siringa sotto la pelle del cane. Un’operazione simile a una vaccinazione e assolutamente indolore. L'alternativa al microchip è il tatuaggio di riconoscimento (oggi però sempre meno utilizzato), che viene applicato sulla cute del cane con una penna elettrica.
  • Le colonie feline sono famiglie di gatti che vivono in giardini, parchi o altre aree ristrette dove comunque sia per loro possibile trovare cibo (in genere grazie all’intervento di persone che amano gli animali). Queste colonie sono protette dalla legge regionale 27/2000 anche perché possono essere una fonte di equilibrio per l’habitat circostante rispetto all’invasione di altri animali meno graditi, come i ratti. Al tempo stesso devono essere gestite perché – sovrappopolandosi - non producano a loro volta problemi igienico-sanitari: il Servizio veterinario delle Aziende Asl o singoli medici veterinari in libera professione lavorano con le associazioni animaliste e anche con singoli cittadini per controllare (attraverso le sterilizzazioni) la proliferazione dei gatti e per tenerli in salute. Il censimento delle colonie feline è gestito dai Comuni.

Maltrattamenti degli animali e vivisezione

Il maltrattamento o l’abbandono degli animali sono puniti dal codice penale. Con la legge 189 del 20 luglio 2004 ("Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali") sono state inasprite le pene, che prevedono anche il carcere per l'abbandono e il maltrattamento dell'animale e per l'uccisione immotivata.

Con un’ordinanza del 24 dicembre 2002 il Ministero della salute ha vietato l’utilizzo dei cani e dei gatti per il confezionamento e la commercializzazione di pelli e pellicce.