Pagamento sanzione, rateizzazione, ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace, punti patente e comunicazione trasgressore, documenti necessari alla circolazione, visione/copia degli accertamenti fotografici, richieste su cartelle esattoriali

ATTENZIONE : per i verbali relativi ad articoli che non si riferiscono al Codice della Strada bisogna verificare su ogni singola contestazione le relative modalità di pagamento e ricorso, quest'ultimi vanno solitamente presentati entro 30 giorni dalla data di contestazione.

 

Pagamento sanzione

 

Dove e quando pagare la multa

Occorre preventivamente verificare che la multa sia stata emessa a nome del Comune di Torricella (Corpo di Polizia Municipale o altro servizio ausiliario) e non da altre forze di polizia (Polizia Stradale, Carabinieri, etc.) o da polizie municipali di altri comuni.

DOVE PAGARE:

Presso un qualsiasi UFFICIO POSTALE, le multe del PHOTORED, mediante versamento sul Conto Corrente Postale nr. 1008879726 intestato a COMUNE DI TORRICELLA SERV. TES. POLIZIA MUNICIPALE SANZIONI CDS PH, utilizzando, possibilmente, il bollettino di C.C.P. allegato al verbale o alla notifica, oppure mediante BONIFICO BANCARIO: CODICE IBAN  IT 65 R 07601 15800 001008879726.  Per le multe relative a divieti di sosta, violazioni al CdS, TELELASER,  mediante versamento sul Conto Corrente Postale nr. 12364741 intestato a TESORERIA COMUNALE 74020 TORRICELLA (TA)

 Nel caso il bollettino non fosse già precompilato, occorre avere cura di indicare nella causale il numero di verbale, la targa del veicolo e la data dell'infrazione;

NB: il pagamento effettuato in misura inferiore non ha valore ai fini dell'estinzione dell'obbligazione (Art. 389 Reg. C.d.S.).

QUANDO PAGARE:

Il pagamento del verbale deve essere effettuato entro 60 giorni dalla data di notificazione o contestazione. Trascorso tale termine l’importo pagabile è pari alla metà del massimo edittale.

Si ricorda che la scadenza dei 60 giorni è PERENTORIA e deve essere calcolata partendo dal giorno successivo alla notificazione o contestazione, tenendo conto dei mesi di 31 giorni (ad esempio: infrazione notificata o contestata il primo marzo deve essere pagata entro il 30 aprile).

Con il termine “notificazione” si intende il portare a conoscenza dell’interessato un atto che lo riguarda ed avviene solitamente tramite Posta o Messo Notificatore, direttamente alla residenza o al domicilio. Qualora non sia possibile consegnare l’atto all’interessato perché assente al momento della consegna, la notifica si considera comunque effettuata con invio di apposito avviso di deposito dell’atto stesso presso l’Ufficio Postale o il Comune. In questo caso nel conteggio dei 60 giorni utili per il pagamento occorre riferirsi alla data in cui è pervenuto l’avviso di deposito dell’atto e non alla data in cui ci si è recati a ritirarlo.

Con il termine “contestazione” invece si intende la notificazione formale, ad opera di un agente di polizia, tramite consegna di un verbale che contiene la descrizione del fatto che costituisce illecito oltre alle generalità di chi lo ha commesso ed il luogo ed il momento in cui è stato commesso. Tale contestazione avviene, di norma, direttamente sulla strada al momento del fatto.

PREAVVISO DI VIOLAZIONE

Il rinvenimento di una “multa” sotto al tergicristallo (c.d. “preavviso di violazione”) non costituisce quindi né contestazione, né notificazione. Il preavviso di violazione può essere pagato entro 10 giorni. Questo tipo di atto, che può essere considerato un “avviso di cortesia”, non è quindi soggetto al “raddoppio” se pagato oltre i termini, poichè deve essere ancora perfezionato in forma di notifica.

Prima di pagare il preavviso che trovate sul parabrezza, VERIFICATE che sullo stesso sia indicata la targa del vostro autoveicolo e non quella di un altro veicolo. Tale controllo si rende necessario perché ogni tanto accade che qualcuno realizzi lo “scambio” con la sua “multa”. Una situazione analoga può verificarsi anche con il solo scambio del conto corrente allegato alla multa.

Se vi atterrete a questo semplice consiglio, eviterete di pagare la multa elevata ad un altro automobilista!

RIDUZIONE DEL 30%

Nei soli casi previsti dal d.l. 21 giugno 2013 n. 69, nei preavvisi e nei verbali viene riportato l'importo ridotto del 30%, che può essere pagato nei 5 giorni dalla contestazione o notificazione.

 

Rateizzazione


Modalità e condizioni per richiedere il pagamento a rate di una “multa”

La rateizzazione, cioè la dilazione del pagamento della sanzione in diverse rate, può essere richiesta in casi di ricorso all’autorità giudiziaria o amministrativa, come previsto dall’art. 26 della L. 689/81:

“l’autorità giudiziaria o amministrativa, che ha applicato la sanzione pecuniaria può disporre, su richiesta dell’interessato che si trovi in condizioni economiche disagiate, che la sanzione medesima venga pagata in rate mensili…)” in questi casi nel ricorso all’Autorità (Prefetto o Giudice di Pace), dovrà essere menzionata tale richiesta.

Solo per i casi contemplati dall’art. 202/bis del CdS è possibile rateizzare il pagamento e cioè nel caso di una singola violazione, ovvero anche quando in uno stesso verbale siano contestate più violazioni che abbiamo come somma un importo superiore a € 200.

Di seguito le modalità con le quali il cittadino ( proprietario o trasgressore) può accedere alla rateazione:

  • L’interessato deve presentare domanda al Sindaco ( mod. all. 1) entro 30 gg dalla data di notifica del verbale, indirizzandola al Comando Polizia Municipale di Torricella
  • L’interessato deve unire alla domanda, copia di un documento di identità, copia del modello Isee dei redditi riferiti all’anno precedente a quello in corso ( es. dalla presentazione del CUD per il 2015 i redditi riferiti sono quelli del 2014), copia di certificato di stato di famiglia dal quale si deducano le persone a carico.

Nel caso in cui il verbale non venga pagato entro 60 gg dalla notifica, né venga rispettato il piano rateale disposto, né venga opposto, per effetto dell’art. 203/3° c del Codice della Strada, diviene titolo esecutivo, per un importo pari alla metà del massimo.

Su questa somma, l’ente esattore può concedere il pagamento rateale.

Allegati e Link: Modulo richiesta rateazione

 

Ricorso avverso verbali di infrazione al Codice della Strada

Modalità per il ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace

Il ricorso avverso il verbale è lo strumento giuridico per l'esercizio del diritto alla difesa previsto per le sanzioni amministrative.

ATTENZIONE CONDIZIONE FONDAMENTALE PER PRESENTARE IL RICORSO È CHE NON SIA ANCORA STATO EFFETTUATO IL PAGAMENTO DELLE SOMME INDICATE NEL VERBALE.

Esistono due diverse possibilità:

  • il ricorso al Prefetto
  • il ricorso al Giudice di Pace

 

RICORSO AL PREFETTO

CHI HA TITOLO PER PROPORRE RICORSO?

Il ricorso può essere proposto dal proprietario del veicolo (definito anche obbligato in solido con il trasgressore) oppure dal trasgressore ovvero l’autore materiale della violazione (ad esempio il conducente del veicolo) a patto che questi sia indicato espressamente nel verbale.

QUANTO TEMPO C’E’ PER PRESENTARE IL RICORSO?

Si può presentare ricorso entro 60 giorni (termine perentorio) dalla contestazione o notificazione del verbale ai sensi art. 201 C.d.S. Con il termine contestazione s’intende la notifica immediata ovvero quando il trasgressore è stato fermato dall’agente P.M. su strada, è stato identificato ed è stato redatto immediatamente il verbale.

Se il verbale d’accertamento è rinvenuto sul parabrezza del veicolo non si è ancora in presenza di un atto perfezionato ed occorre attendere la notificazione nei confronti del proprietario che avviene entro 90 giorni dalla data di accertamento (art. 201 C.d.S.), tramite servizio postale o messo notificatore.

OCCORRE UN MODULO SPECIFICO?

Il ricorso (detto anche scritto difensivo) va redatto in carta semplice e deve contenere l’intestazione “Al Prefetto di Taranto”.

Vanno indicate le complete generalità del ricorrente, occorre esprimere le motivazioni del ricorso ed in conclusione formulare chiaramente le richieste.

E’ possibile allegare allo scritto difensivo tutta la documentazione che il ricorrente ritenga utile per confortare le sue motivazioni (ad esempio copie di permessi, copie di certificati medici, dichiarazioni del datore lavoro, copie dei documenti del veicolo, etc.).

Occorre sempre sottoscrivere il ricorso. La mancanza della firma è motivo di invalidità del ricorso.

Occorre inoltre indicare chiaramente il numero e la data del verbale che s’intende impugnare ed allegare una copia del verbale in questione.

Se si ritiene necessario si può richiedere un’audizione personale al Prefetto.

COME E DOVE SI PRESENTA IL RICORSO?

tramite raccomandata a/r direttamente al Comando di Polizia Municipale di Torricella  - Via Rosario 21 c/o Castello "Muscettola" - 74020 Torricella (TA)

OPPURE

direttamente presso gli sportelli della Polizia Municipale di Torricella,   -  Via Rosario 21 c/o Castello "Muscettola" - 74020 Torricella (TA).

OPPURE

tramite fax direttamente al Comando di Polizia Municipale di Torricella  -  Via Rosario 21 c/o Castello "Muscettola" - 74020 Torricella (TA). fax:  099-9578270

alla Prefettura di Taranto 

Si ribadisce che occorre sempre sottoscrivere il ricorso. La mancanza della firma è motivo di invalidità del ricorso.

QUANTO TEMPO OCCORRE PER AVERE UNA RISPOSTA DAL PREFETTO?

Dal ricevimento del ricorso l’Ufficio della Polizia Municipale ha 60 giorni di tempo per istruire il fascicolo e trasmetterlo in Prefettura.

La Prefettura, a sua volta, ha a disposizione 120 giorni per emettere un’ordinanza d’ingiunzione di pagamento o un provvedimento di archiviazione del verbale.

L’ordinanza di ingiunzione di pagamento (sempre emessa nel caso in cui il Prefetto non accolga la domanda di archiviazione contenuta nel ricorso) deve essere notificata entro 150 giorni dalla sua emissione, pena la nullità.

Attenzione: nel caso venga richiesta l’audizione personale, i termini sopra indicati subiscono un’interruzione che va dal momento della notifica della convocazione a quello dell’avvenuta audizione.

SE IL PREFETTO NON ACCOGLIE IL RICORSO, QUANTO DOVRO’ PAGARE?

In caso di mancato accoglimento del ricorso il Prefetto ingiunge il pagamento della sanzione in misura doppia rispetto a quella originaria indicata sul verbale. Le modalità di pagamento sono indicate sul provvedimento del Prefetto. In caso di mancato pagamento il verbale sarà iscritto a ruolo e sarà attivata la procedura esecutiva prevista.

E SE NON SONO D’ACCORDO CON QUANTO STABILITO DAL PREFETTO?

L’Ordinanza-Ingiunzione del Prefetto si può impugnare entro 30 giorni dalla notifica, presentando opposizione (è sempre un ricorso) direttamente presso la Cancelleria del Giudice di Pace di Taranto, Via Temenide, 83 74100 Taranto, oppure inviandola tramite raccomandata a/r.

RICORSO AL GIUDICE DI PACE

CHI HA TITOLO PER PROPORRE RICORSO?

Il ricorso può essere proposto dal proprietario del veicolo (definito anche obbligato in solido con il trasgressore) oppure dal trasgressore ovvero l’autore materiale della violazione (ad esempio il conducente del veicolo) a patto che questi sia indicato espressamente nel verbale.

QUANTO TEMPO C’E’ PER PRESENTARE IL RICORSO?

Si può presentare ricorso entro 30 giorni (termine perentorio) dalla contestazione o notificazione del verbale.

DOVE POSSO TROVARE LA MODULISTICA PER IL RICORSO AL GIUDICE DI PACE?

La modulistica per la redazione dell'atto di opposizione è a disposizione dei ricorrenti presso la Cancelleria del Giudice di Pace di Taranto, Via Temenide, 83 74100 Taranto.

DOVE SI DEPOSITA IL RICORSO?

Il ricorso al Giudice di Pace si deposita personalmente presso la Cancelleria del Giudice di Pace di Taranto,Via Temenide, 83 74100 Taranto oppure spedendo lettera raccomandata con ricevuta di ritorno (in tale caso farà fede la data di spedizione) allo stesso indirizzo, entro 30 giorni dalla contestazione della violazione o notifica del verbale.

QUALI ELEMENTI DEVE CONTENERE IL RICORSO AL GIUDICE DI PACE?

E' importante allegare al ricorso una copia dell'atto impugnato, cioè il verbale possibilmente in originale, unitamente a tutti i documenti, anche in copia, ritenuti utili per sostenere le proprie ragioni.

Occorre poi indicare i motivi di opposizione, cioè le doglianze avverso il verbale, ovvero perché lo stesso è ritenuto illegittimo oppure le ragioni di fatto o le motivazioni che hanno indotto a commettere la violazione che potrebbero essere ritenute utili dal Giudice al fine dell'accoglimento del ricorso.

E' inoltre possibile chiedere al Giudice l'assunzione di prove per sostenere i motivi di opposizione, (ad esempio indicando le generalità dei testimoni a discarico).

A conclusione del ricorso devono essere formulate esplicitamente le richieste.

Se sussistono gravi motivi può anche essere chiesta la sospensione dell’esecutorietà del verbale, che il Giudice valuterà e, se del caso, concederà discrezionalmente prima del giudizio.

Il ricorso va firmato obbligatoriamente a pena di inammissibilità dello stesso. Il ricorrente dovrà anche indicare un domicilio per il recapito di tutte le comunicazioni inerenti il suo ricorso.

POSSO DELEGARE QUALCUNO AL MIO POSTO?

E’ possibile delegare altra persona sia per quanto riguarda il deposito, sia per quanto riguarda la presenza nel giorno fissato per l’udienza. La delega deve essere depositata preventivamente in Cancelleria, unitamente a copia di entrambi i documenti di riconoscimento (delegante e delegato).

E’ NECESSARIA L’ASSISTENZA DI UN AVVOCATO?

No, per questo tipo di ricorsi la procedura è estremamente semplificata e l’interessato può stare personalmente davanti al Giudice.

SE IL GIUDICE DI PACE NON ACCOGLIE IL RICORSO, QUANTO DOVRO’ PAGARE?

Il Giudice di Pace non ha (come il Prefetto) l'obbligo di raddoppiare la sanzione nel caso in cui ritenga di rigettare il ricorso. Il Giudice di Pace, pertanto, stabilisce l'importo da pagare direttamente in sentenza

E SE NON SONO D’ACCORDO CON QUANTO STABILITO DAL GIUDICE DI PACE?

La sentenza del Giudice di Pace può essere impugnata secondo quanto previsto dal codice di procedura civile.

 

Punti patente e comunicazione trasgressore

Punti patente: la decurtazione ed il recupero. Comunicazione del trasgressore

Alla patente di guida, al primo rilascio, viene collegato un punteggio di venti punti, cosiddetto plafond.

Tale punteggio subisce decurtazioni nel caso in cui vengano violate le norme del Codice della Strada (CDS) per le quali è prevista la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente ed anche se vengono violate le norme di comportamento di cui al titolo V del Codice stesso (cosiddette “norme di comportamento”).

COME FACCIO A SAPERE CHE MI VERRANNO SOTTRATTI DEI PUNTI?

L'indicazione del punteggio relativo ad ogni violazione risulta dal verbale di contestazione.

La decurtazione dei punti è effettuata a carico del conducente quale responsabile della violazione, se ne è stata accertata l’identità dall’Organo di Polizia intervenuto.

Qualora vengano accertate contemporaneamente più violazioni delle norme che implicano la sottrazione di un punteggio, possono essere decurtati un massimo di quindici punti (comprensivi dell'eventuale raddoppio per neopatentati). Tuttavia, quando anche una sola violazione comporta la sospensione o revoca della patente o quando i quindici punti vengono superati con una sola infrazione (caso possibile per i neopatentati), i punti si detraggono in pieno, anche oltre il predetto limite

L'organo da cui dipende l'agente che ha accertato la violazione che comporta la perdita di punteggio, ne dà notizia al Dipartimento per i Trasporti Terrestri (DTT), entro trenta giorni dalla definizione della contestazione effettuata (ovvero da quando sia avvenuto il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria o siano conclusi i procedimenti dei ricorsi amministrativi e giurisdizionali ammessi ovvero siano decorsi i termini per la proposizione dei medesimi).

Ogni variazione di punteggio è comunicata mediante lettera agli interessati dall'Anagrafe Nazionale degli abilitati alla guida. Ciascun conducente può controllare in tempo reale lo stato della propria patente con le modalità indicate dal Dipartimento per iTrasporti Terrestri.

NB: nel caso in cui la decurtazione dei punti sia conseguente ad illeciti penali, l’Organo di Polizia procedente inoltra la comunicazione al DTT solo dopo che sia divenuta definitiva la sentenza di condanna.

E SE L’ORGANO DI POLIZIA NON HA ACCERTATO L’IDENTITA’ DEL CONDUCENTE?

Nel caso di mancata identificazione del conducente, il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’articolo 196 CDS, deve fornire all’Organo di Polizia procedente, entro 60 giorni dalla data di notifica del verbale di contestazione, i dati personali e della patente del conducente effettivo al momento della commessa violazione.

Se il proprietario del veicolo risulta una PERSONA GIURIDICA, il suo legale rappresentante o un suo delegato è tenuto a fornire gli stessi dati, entro lo stesso termine, all'Organo di Polizia.

NB: il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’articolo 196 CDS, sia esso persona fisica o giuridica, che omette, senza giustificato e documentato motivo, di fornire i dati dell’effettivo conducente al momento della violazione soggiace ad una ulteriore sanzione amministrativa ex art.126 Bis comma 2 C.d.S.

COME POSSO RECUPERARE I PUNTI DELLA PATENTE?

Purché il punteggio non sia esaurito, la frequenza ai corsi di aggiornamento, organizzati dalle autoscuole ovvero da soggetti pubblici o privati a ciò autorizzati dal Dipartimento per i trasporti terrestri, consente di riacquistare sei punti.

Per i titolari di certificato di abilitazione professionale e unitamente di patente B, C, C+E, D, D+E, la frequenza di specifici corsi di aggiornamento consente di recuperare 9 punti.

A tale fine, l'attestato di frequenza al corso deve essere trasmesso all'ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri competente per territorio, per l'aggiornamento dell'Anagrafe Nazionale dagli abilitati alla guida.

Salvo il caso di perdita totale del punteggio, la mancanza, per il periodo di due anni, di violazioni di una norma di comportamento da cui derivi la decurtazione del punteggio, determina l'attribuzione del completo punteggio iniziale, entro il limite dei venti punti.

NB: per i titolari di patente con almeno venti punti, la mancanza, per il periodo di due anni, della violazione di una norma di comportamento da cui derivi la decurtazione del punteggio, determina l'attribuzione di un credito di due punti, fino a un massimo di dieci punti.

COSA SUCCEDE SE PERDO TUTTI I PUNTI DELLA PATENTE?

Alla perdita totale del punteggio, il titolare della patente deve sottoporsi all'esame di idoneità tecnica di cui all'articolo 128 CDS. A tale fine, l'ufficio del Dipartimento per i Trasporti Terrestri competente per territorio, su comunicazione dell'Anagrafe Nazionale degli abilitati alla guida, dispone la revisione della patente di guida. Il relativo provvedimento, notificato secondo le procedure di cui all'articolo 201, comma 3, è atto definitivo.

Qualora il titolare della patente non si sottoponga ai predetti accertamenti entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento di revisione, la patente di guida è sospesa a tempo indeterminato, con atto definitivo, dal competente ufficio del Dipartimento per i Trasporti Terrestri.

Il provvedimento di sospensione è notificato al titolare della patente a cura degli organi di Polizia stradale di cui all'articolo 12, che provvedono al ritiro ed alla conservazione del documento.

COME FACCIO A SAPERE QUANTI PUNTI HO SULLA PATENTE DI GUIDA?

Vi sono due modalità:

telefonare al n. 848 782 782, da un telefono di rete fissa al costo di una telefonata urbana, e seguire le istruzioni indicate dal messaggio vocale: digitare sulla tastiera del telefono la vostra data di nascita (gg mm aaaa) e il numero del documento di guida (solo il numero e non le lettere) e poi il tasto cancelletto.
iscriversi nel sito Il portale dell’automobilista e consultare il proprio punteggio
NEOPATENTATI

Per le patenti rilasciate successivamente al 1° ottobre 2003 a soggetti che non siano già titolari di altra patente di categoria B o superiore, i punti da decurtare, per ogni singola violazione, sono raddoppiati qualora le violazioni siano commesse entro i primi tre anni dal rilascio.

ALTRI CAMPI DI APPLICAZIONE DELLE PENALIZZAZIONI

La disciplina sanzionatoria prevista dall’art. 126 bis CDS, si applica anche alla carta di qualificazione del conducente (CQC), nonché al CAP di tipo KB. La decurtazione del punteggio si applica alla CQC, qualora gli illeciti siano commessi alla guida di un veicolo per cui la conduzione sia previsto il predetto documento e nell’esercizio dell’attività professionale. Nel caso in cui si determini la perdita totale del punteggio attribuito alla CQC, detto documento è revocato, qualora il conducente non superi l’esame di revisione previsto dall’art. 126 bis CDS. In caso di revoca della patente di guida, determinata dall’esito negativo dell’esame di revisione di cui sopra, vengono altresì revocati sia la CQC sia il CAP di tipo KB.

DISPOSIZIONI RIGUARDANTI I TITOLARI DI PATENTE ESTERA

Per i titolari di patente rilasciata da uno Stato Estero nel quale non vige il sistema della patente a punti, che commettono sul territorio italiano violazioni di norme del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.285, e successive modificazioni è istituita presso il Centro elaborazione dati (CED) del Dipartimento per i trasporti terrestri del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti una banca dati che è progressivamente alimentata con i dati anagrafici dei conducenti che hanno commesso le infrazioni, associando a ciascuno di essi i punti di penalizzazione secondo le modalità previste dal medesimo decreto legislativo nr. 285 del 1992. Le infrazioni sono comunicate allo stesso CED dagli organi di Polizia di cui all’articolo 12 del citato decreto legislativo nr. 285 del 1992.

Ai soggetti, di cui al capoverso precedente, che hanno commesso nell’arco di un anno violazioni per un totale di almeno venti punti è inibita la guida di veicoli a motore sul territorio italiano per un periodo di due anni. Ove il totale di almeno venti punti sia raggiunto nell’arco di due anni, l’inibizione alla guida è limitata ad un anno. Ove il totale di almeno venti punti sia raggiunto in un periodo di tempo compreso tra i due e i tre anni, l’inibizione alla guida è limitata a sei mesi.

Presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è istituito il Registro degli abilitati alla guida di nazionalità straniera, al fine di rendere omogenea l’applicazione delle norme e delle sanzioni previste dal decreto.

 

Esibizione Documenti


Documenti necessari alla circolazione e conseguenze della loro mancanza

QUALI DOCUMENTI DEVO AVERE CON ME ALLA GUIDA DI UN VEICOLO A MOTORE?

Il conducente del veicolo deve avere sempre con sè i seguenti documenti:

  • la carta di circolazione
  • certificato di circolazione del veicolo o certificato di idoneità tecnica per i ciclomotori
  • il certificato di idoneità tecnica per macchine agricole od operatrici
  • la patente di guida valida per la categoria del veicolo condotto
  • certificato di assicurazione obbligatoria

L’assenza di uno di questi documenti, perché non esibito o perché mancante, comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria a carico del conducente ed una sanzione accessoria che impone l’onere per il conducente e/o il proprietario del veicolo di esibire i documenti.

OBBLIGHI DERIVANTI DALLA MANCANZA DI UNO O PIU’ DOCUMENTI

L’interessato è invitato a presentarsi entro un termine stabilito nel Verbale di Contestazione, presso un qualunque ufficio di Polizia o direttamente presso il Comando di appartenenza dell’agente verbalizzante, per mostrate il documento non esibito.

COSA SUCCEDE SE NON PROVVEDO AD ESIBIRE IL O I DOCUMENTI MANCANTI?

L’inosservanza a quanto intimato dall’agente verbalizzante comporterà l’applicazione di una ulteriore sanzione amministrativa pecuniaria per violazione dell’art. 180 comma 8° del codice della strada.

COSA PUO’ VERIFICARSI ALL’ATTO DELL’ESIBIZIONE DEI DOCUMENTI?

Se alla verifica risulta inesistente qualche documento (perché mai rilasciato o perché revocato etc.) oppure se dall’esame degli stessi emergono delle irregolarità, verranno applicate, a seconda dei casi, le violazioni previste dal CDS (ad esempio: patente scaduta di validità, omessa revisione del veicolo, veicolo senza copertura assicurativa; mancato uso di lenti durante la guida prescritte dallo stesso documento di guida).

EVENTUALI ALTRI DOCUMENTI NECESSARI ALLA GUIDA

patente di guida prescritta per l’istruttore per l’esercitazione di guida;
patente di guida prescritta e/o l’attestato di qualifica professionale per l’istruttore di scuola guida durante l’esercitazione di guida;
certificato di idoneità alla guida (o patente) e un documento di riconoscimento per il conducente di ciclomotore;
contrassegno assicurativo per ciclomotore;
la specifica autorizzazione prescritta o libretto cisterna o il certificato ATP per veicolo adibito a trasporto cose;
la autorizzazione prescritta per veicolo adibito ad uso diverso da quello risultante dalla carta di circolazione;
l’autorizzazione prescritta relativa alla targa prova per veicolo adibito a circolazione di prova;
possesso di CAP o CQC (o certificato di idoneità), per conduzione di veicoli su cui sono previste tali prescrizioni.